Il fattore Jashari nel grigiore del Milan: leadership e talento per la rincorsa di Allegri

Il pareggio interno contro il Como rallenta le ambizioni scudetto dei rossoneri, ora a -7 dall'Inter; lo svizzero brilla in mediana, candidandosi a perno insostituibile per il finale di stagione.

Redazione
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Il Milan inciampa tra le mura amiche di San Siro, rimediando un 1-1 contro il Como che profuma di occasione persa nella caccia al primato. Sebbene Massimiliano Allegri, con il consueto pragmatismo, abbia definito il risultato come un «punto guadagnato» in ottica consolidamento del piazzamento Champions, visto il contemporaneo rallentamento di Roma, Napoli e Juventus, la realtà della classifica è meno benevola. Il distacco dall’Inter capolista si dilata infatti a sette lunghezze, rendendo la risalita una scalata sempre più impervia. Tuttavia, nel grigiore tecnico di una serata opaca, la compagine rossonera ha ritrovato la luce grazie alla prestazione di Ardon Jashari, ormai pienamente integrato nei meccanismi tattici del “Diavolo”.

La metamorfosi di Jashari: personalità e visione di gioco

Chiamato a sopperire alle pesantissime assenze di Adrien Rabiot e Ruben Loftus-Cheek, il centrocampista svizzero ha risposto con una prova di carattere che ha convinto pubblico e critica. Alla sua terza apparizione da titolare, Jashari ha dimostrato di aver finalmente smaltito i postumi dell’infortunio che ne aveva troncato l’adattamento iniziale, esibendo quella leadership che lo aveva reso celebre durante l’esperienza al Bruges. Non si è trattato solo di una gestione ordinata del pallone: lo svizzero è stato l’architetto della manovra, firmando il lancio millimetrico per il gol del pareggio e deliziando la platea con dribbling e incursioni palla al piede che hanno alzato sensibilmente il tasso tecnico della mediana milanista.

Lo scacchiere di Allegri: Jashari per il presente e il futuro

L’assimilazione dei precetti tattici di Allegri appare ormai completa. Jashari ha saputo interpretare con intelligenza entrambe le fasi, dimostrando una maturità inusuale per un debuttante nel calcio italiano. Il tecnico livornese, che da tempo cercava un equilibratore capace di unire fisicità e qualità nel palleggio, sembra aver trovato l’uomo giusto per alzare il livello della squadra in questo finale di stagione. La speranza della società è che lo svizzero possa compiere quell’ultimo “step” evolutivo, trasformandosi da alternativa di lusso a colonna portante del progetto rossonero, capace di garantire continuità di rendimento anche quando rientreranno i titolari.

Prospettive scudetto: il bivio del Diavolo

Se il pareggio contro il Como ha evidenziato alcune lacune nella profondità della rosa, la crescita esponenziale di Jashari offre a Allegri una carta fondamentale da giocare nelle prossime undici giornate. Con il margine di errore ridotto a zero, il Milan deve aggrapparsi alla personalità dei suoi nuovi interpreti per tentare un’improbabile ma non impossibile rimonta sull’Inter. Il presente del club passa per la capacità di “coccolare” talenti come lo svizzero, trasformandoli in pilastri di una mentalità vincente che, nella notte di San Siro, è apparsa solo a tratti. La caccia al vertice continua, e il Diavolo ha un nuovo motore al centro del campo.

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