Dopo il successo per 1-3 sul campo del Como, Massimiliano Allegri analizza la prestazione del Milan ai microfoni di DAZN, soffermandosi su gestione tattica, cambi e momenti chiave della partita.
Sulla comunicazione in campo, Allegri scherza ma chiarisce il concetto:
“Parlo italiano. Tra francesi, tedeschi e inglesi parliamo una lingua sola e la capiscono molto”.
Entrando nel merito della gara e del confronto con Fabregas, il tecnico rossonero respinge l’idea di una sfida ideologica:
“Non è una questione tattica. Siamo partiti con quattro centrocampisti per creare più linee di passaggio. All’inizio funzionava, poi dopo lo svantaggio ci siamo disuniti e abbiamo rischiato sulle loro ripartenze”.
Il momento chiave arriva prima dell’intervallo:
“Una volta trovato il pareggio ci ha tenuto in piedi Maignan. Il Como è una squadra forte, se gli dai velocità diventa un problema. Devi anche saper subire il loro palleggio per portare a casa il risultato”.
Sui cambi e sugli aggiustamenti:
“Difendevamo con i quattro a metà campo. Ho avvicinato Leao a Nkunku per dargli respiro in non possesso. Poi, una volta trovata la parità, ho preferito tornare all’assetto iniziale perché loro hanno iniziato a concedere spazi”.
Decisivo anche l’episodio del rigore:
“Leao voleva tirarlo, ma Nkunku è un rigorista. In quel momento ho deciso io. Ho visto metà tribuna esultare e pensavo avesse sbagliato, poi ho visto la panchina ed è andata bene”.
Infine sul possibile 4-3-3 e sull’impatto dei subentrati:
“Col Como non è facile giocare. Quando siamo andati sotto abbiamo rischiato il 2-0, ci ha salvato Maignan. Poi nel secondo tempo la partita è completamente cambiata”.

