Il Milan di Allegri veleggia nelle zone altissime della classifica, ma la proposta di gioco offerta fa storcere il naso a più di un addetto ai lavori. Niente di nuovo per il tecnico livornese, che da anni divide l’opinione pubblica tra esteti e pragmatici del gioco. Max ha la capacità di far arrovellare i primi e godere i secondi, il tutto con quella serafica consapevolezza di aver ragione lui, il più delle volte. Il giornalista Luigi Garlando de La Gazzetta dello Sport conosce l’antifona e, all’interno della rubrica La Sveglia, traccia un parallelo tanto ironico quanto profondo per descrivere il momento dei rossoneri, paragonando il mister a nientepopodimeno che Checco Zalone, ovvero il re del botteghino italiano.
“I critici li bacchettano, loro se la ridono”
Secondo il cronista del quotidiano sportivo, “Massimiliano Allegri è il Checco Zalone del campionato. I critici li bacchettano per la qualità del prodotto, loro se la ridono in cima alle classifiche, uno conta i milioni, l’altro i punti”. Non fa una piega. Così come i film del comico pugliese non sono semplici raccolte di gag, il calcio di Max non può essere considerato banale o frutto di mera improvvisazione. Al contrario, entrambi vantano l’innata capacità di ottenere il massimo risultato col minimo sforzo apparente.
Una strategia non convenzionale
Garlando si interroga provocatoriamente: “Ma è cinema questo? È calcio questo? si chiedono gli esteti. Sì, lo è, perché è tutto più studiato di quel che sembra”. Ovvero, la filosofia della anti-intensità, una scelta di rottura totale rispetto ai ritmi frenetici imposti dalle big europee. “Allegri chiede a Modric di tenere il Milan a basso ritmo, in modalità risparmio energetico, come un pc con poca batteria, e di accenderlo di colpo, al momento buono, con le volate di Saelemaekers, Pulisic, Leao che spezzano la partita”. Un equilibrio sottile che parte da una retroguardia capace di concedere pochissimo in partita, come dimostrato anche nell’ultimo successo a Cagliari. “Serve un solido copione difensivo” – la chiosa di Garlando, giocando ancora col parallelismo – “non solo sketch”.
Basterà per vincere?
È un Milan che gestisce con una flemma quasi scientifica, insomma, rallentando il battito cardiaco della partita prima di colpire. C’è un dato che sintetizza al massimo il cinismo dei rossoneri: per ben 12 volte in questa stagione, la squadra ha segnato al primo tiro nello specchio. Il dubbio è se questo modello pagherà nel lungo periodo, specialmente nel confronto con avversarie come Inter o Napoli che prediligono una produzione offensiva più voluminosa. “Si può arrivare in fondo in modalità risparmio? Si può vincere anche lasciando il pallone agli altri? È la curiosità più intrigante del torneo: seguire il Buen Camino di Max”. Sperando nel medesimo successo.

