Il momento è delicato e richiede una gestione chirurgica, non solo sul piano medico ma anche su quello strategico. Francesco Camarda, attaccante di proprietà del Milan e attualmente in prestito al Lecce, ha riportato un infortunio alla spalla che apre una riflessione condivisa tra i due club sul percorso migliore da seguire per il recupero.
Non si tratta di un semplice stop fisico. Camarda è considerato a Milanello un patrimonio tecnico e simbolico, uno di quei profili su cui il club ha scelto di investire fin da subito in ottica presente e futura. Per questo la gestione dell’infortunio viene monitorata con particolare attenzione.
Un’ipotesi concreta: ritorno a Milano per il recupero
In queste ore è in corso una fase di confronto tra le dirigenze. L’ipotesi che prende corpo è quella di un rientro temporaneo a Milano, così da affidare la fase di guarigione e riabilitazione allo staff medico rossonero. Non si tratterebbe di una bocciatura del lavoro svolto a Lecce, ma di una scelta di tutela globale, vista la giovane età del giocatore e la natura dell’infortunio.
I contatti tra i due club sono costanti e improntati alla collaborazione. Anche perché l’operazione imbastita in estate prevede incastri contrattuali chiari: diritto di riscatto in favore del Lecce e opzione di controriscatto a disposizione del Milan. Qualsiasi decisione dovrà quindi tenere conto anche degli aspetti economici e burocratici.
Il rendimento in Salento e lo stop forzato
Fino allo stop, l’esperienza salentina di Camarda era stata più che positiva. Ambientamento rapido, fiducia crescente e numeri importanti per un classe così giovane: 19 presenze in Serie A, 634 minuti complessivi, un gol e un assist, oltre a quattro reti in quattro partite con l’Under 21. Un percorso che aveva convinto tutti, dal Lecce al Milan.
Domenica sera, però, l’attaccante non sarà a disposizione di Eusebio Di Francesco, costretto a rinunciare a una delle soluzioni più interessanti del suo reparto offensivo. Proprio in occasione della gara, non è escluso che le due società – insieme all’entourage del giocatore – possano arrivare a una decisione definitiva sul luogo e sulle modalità del recupero.
Prestito da rivedere, se cambia il percorso
Qualora si optasse per il rientro a Milano, il passaggio sarebbe inevitabile: interruzione anticipata del prestito e ridefinizione dei dettagli contrattuali tra le parti. Uno scenario che non spaventa, ma che richiede tempi e passaggi formali precisi.
La priorità, però, resta una sola: proteggere il percorso di crescita di Camarda, evitando forzature e garantendo le migliori condizioni possibili per il recupero. Il talento non è in discussione. Ora serve solo scegliere il contesto giusto per accompagnarlo fuori da questo momento delicato.

