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Allegri spiega le difficoltà, Capello replica: “Al Milan manca continuità”

Il confronto dopo Milan-Genoa: gioco, rosa e intensità al centro del dibattito

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Il post partita di Milan-Genoa accende il dibattito. Massimiliano Allegri prova a spiegare le difficoltà contro le squadre di bassa classifica e tira in ballo il confronto storico con chi, a San Siro, sapeva cambiare marcia. “Quando da calciatore venivo a giocare a Milano con le piccole facevo buone partite per 60 minuti, poi c’era la squadra più forte di sempre che dal 60’ iniziava a giocare e ti faceva tre gol. Questa è una cosa che l’Inter ha e noi no”, ha detto a Sky Sport.

Alle sue parole replica Fabio Capello che. ai microfoni della Gazzetta dello Sport, amplia l’analisi e individua cause strutturali. “Non c’è dubbio che il mio Milan fosse più forte di quello attuale, anche se alla corretta analisi di Allegri manca qualcosina”.

Capello entra nel merito dei cambi e dell’intensità. “In quei tempi non c’erano le cinque sostituzioni. Le piccole a San Siro la mettevano sul piano fisico, poi calavano e veniva fuori la qualità immensa di quel Milan. Oggi non è così: le avversarie cambiano mezzo undici e tengono alto ritmo e attenzione. Così, anche se ti chiami Milan, puoi non fare risultato in casa”.

Il nodo, per Don Fabio, è anche l’andamento interno delle partite. “Vero, manca continuità. Il Milan va a sprazzi. Contro le piccole fatica nello sviluppo della manovra perché non trova spazi. Paradossalmente fa meglio con le grandi, che si scoprono e concedono ripartenze”.

Sulle critiche al gioco di Allegri, Capello sposta il focus sui giocatori. “Le difficoltà non dipendono tanto dalle idee dell’allenatore quanto dal livello e dalle caratteristiche della rosa. La dorsale centrale è l’albero motore: portiere, centrale, regista e centravanti. Inter e Napoli ce l’hanno di altissimo livello, il Milan molto meno”.

E aggiunge un esempio concreto. “Quando Modric si spegne un po’, la luce diventa fioca per tutta la squadra. Più che sul gioco, Allegri può lavorare sull’aspetto psicologico e sulla mentalità, magari cambiando qualcosa in alcuni momenti”.

Capitolo tridente visto nel finale col Genoa. “È una soluzione diversa che può essere riproposta, anche dall’inizio, quando Allegri avrà tre attaccanti in condizione. Finora non è quasi mai successo: Leao rientra da un infortunio, Pulisic convive con acciacchi, Nkunku era fuori e Füllkrug non ha ancora i 90 minuti”.

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