In una stagione che ha cambiato ritmo e prospettive, il Milan si ritrova con un vantaggio silenzioso ma concreto: un calendario più leggero. Niente coppe europee, niente Coppa Italia. Solo campionato. Un dettaglio che, a gennaio, smette di essere marginale e diventa una variabile competitiva.
A sottolinearlo è Fabio Capello, che sulle colonne de La Gazzetta dello Sport ha messo a fuoco il punto chiave della stagione rossonera: l’assenza di altri impegni può fare la differenza. Meno partite, più tempo per lavorare, meno scorie emotive. Un contesto ideale per chi deve ritrovare continuità, soprattutto contro le cosiddette “piccole”, vero tallone d’Achille del Milan nella prima parte dell’anno.
Capello non fa proclami, ma indica una direzione chiara: ora Allegri non ha più alibi. Con un calendario alleggerito, diventa lecito aspettarsi una squadra più ordinata, più lucida e più cinica.
Allegri: “Ogni partita vale doppio”
Alla vigilia della trasferta di Cagliari, Massimiliano Allegri raccoglie il testimone e sposta il discorso sul terreno che preferisce: concretezza e passo dopo passo. La prima gara dell’anno non è mai una formalità, e il tecnico rossonero lo chiarisce subito. A Cagliari sarà una partita complicata, forse più delle altre, perché segna l’inizio di un ciclo fitto e logorante.
Da qui a metà febbraio il Milan affronterà una sequenza impegnativa, con molte trasferte e pochissimi passaggi a vuoto concessi. Allegri parla di “passettini”, ma il concetto è più ambizioso di quanto sembri: restare stabilmente nel gruppo delle prime quattro, mantenere il contatto con l’alta classifica e arrivare alla primavera ancora dentro la corsa Champions.
Infermeria, rotazioni e gestione
Il quadro che emerge dalla conferenza è quello di una squadra ancora da dosare con attenzione. Alcuni rientri sono in vista, altri restano condizionati. Allegri non forza nessuno, perché la vera priorità è una: avere più uomini possibili a disposizione nel momento decisivo della stagione. Non è un caso che il tecnico insista sul concetto di lungo periodo, guardando già a giugno più che alla singola domenica.
L’obiettivo dichiarato (senza slogan)
Allegri non promette scudetti né miracoli. Fissa un traguardo chiaro, quasi minimale nella forma ma enorme nella sostanza: riportare il Milan stabilmente in Champions League. È da lì che passa la crescita, sportiva e strutturale. Tutto il resto – ambizioni, sogni, rincorse – viene dopo.
Il calendario ora sorride. Ma, come avverte Capello, un calendario favorevole non vince da solo. Serve trasformarlo in punti. A partire da Cagliari.

