Vlahovic-Milan, Capello si sbilancia: «Attaccante ideale per Allegri»

Le parole dell’ex allenatore alimentano il dibattito, ma i rossoneri guardano altrove

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Il campionato è appena iniziato, ma in casa Milan il tema centravanti continua a infiammare il dibattito. Dopo l’esordio amaro della squadra di Massimiliano Allegri, il nome di Dušan Vlahović è tornato con forza tra i sogni dei tifosi. A riaccendere la discussione è stato Fabio Capello, che in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha espresso una convinzione netta: «Lo vedrei benissimo al Milan, e Allegri lo conosce alla perfezione».

Parole che pesano, soprattutto perché Vlahović e Allegri hanno condiviso un tratto importante di carriera alla Juventus, dove l’attaccante serbo si è imposto come punto di riferimento offensivo. Capello ha sottolineato proprio questa intesa già collaudata, definendo l’attuale tecnico rossonero l’allenatore ideale per valorizzare le qualità del bomber.

Tra sogni e realtà di mercato

Se sul piano tecnico il giudizio appare unanime, diverso è il discorso economico. Lo stesso Capello, con la sua consueta lucidità, ha ricordato come la trattativa con la Juventus resti lontana dalla portata finanziaria del Milan: «Non voglio sostituirmi a Tare, che è molto bravo a fare il suo lavoro», ha precisato, lasciando intendere che le scelte di mercato sono inevitabilmente condizionate dai conti.

I bianconeri, infatti, valutano Vlahović con cifre proibitive e non hanno ancora individuato alternative solide per sostituirlo. Ecco perché i rossoneri hanno deciso di orientarsi verso piste più sostenibili, abbandonando l’idea del grande colpo di prestigio. In cima alla lista resta Conrad Harder, giovane attaccante danese considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo. Con un investimento intorno ai 24 milioni, il Milan crede di poter assicurarsi un talento di prospettiva, coerente con la strategia di costruire una rosa giovane e futuribile.

Così, mentre Capello continua a vedere in Vlahović il centravanti ideale per Allegri, la realtà del mercato riporta i rossoneri su binari più concreti: meno sogni, più programmazione.

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