Ruben Amorim ha già iniziato il suo primo vero lavoro da allenatore del Milan, ed è un lavoro che ha poco a che fare con il campo: capire chi tra i giocatori attuali può davvero far parte del progetto rossonero. In attesa che mercato e dirigenza prendano forma definitivamente, il tecnico portoghese sta chiamando personalmente i calciatori, uno per uno, per presentarsi, spiegare le proprie idee tattiche e sondare le intenzioni di ciascuno in vista della prossima stagione.
I rientri dai prestiti al raduno di metà luglio
Al raduno fissato per il 12 e 13 luglio, il Milan dovrà gestire il ritorno di circa dieci giocatori attualmente in prestito. Tra questi figurano nomi noti come Musah, Chukwueze, Bennacer, Camarda, Zeroli e Comotto, profili diversi tra loro per età ed esperienza, ma tutti da reinserire in qualche modo negli equilibri della nuova rosa rossonera.
Quasi 30 giocatori da valutare, molti destinati a partire
Contratti alla mano, Amorim potrebbe trovarsi a valutare quasi 30 giocatori complessivamente, ma è chiaro fin da ora che molti di questi sono destinati a lasciare Milanello nelle prossime settimane. In uscita ci sono già Bondo, Terracciano e lo stesso Bennacer, tre situazioni considerate ormai definite nella strategia del club.
I big in bilico: da Maignan a Leao
Più delicata, invece, la situazione di alcuni profili pesanti della rosa, il cui futuro resta tutto da scrivere. Tra questi ci sono Maignan, Rabiot, Pavlovic, Tomori, Loftus-Cheek, Gimenez e Leao, calciatori che rappresentano una parte importante del monte ingaggi rossonero e sui quali Amorim dovrà sciogliere le riserve nelle prossime settimane di lavoro.
Una rosa, insomma, ancora tutta da disegnare: il club stima che serviranno almeno una decina di acquisti per completare la squadra secondo le indicazioni del nuovo tecnico, un lavoro che si intreccia inevitabilmente con la situazione dirigenziale ancora da definire e con le cessioni necessarie per finanziare i rinforzi in entrata.