Siamo entrati nella settimana decisiva per il Milan, nella quale verranno finalmente ufficializzati i pezzi mancanti del puzzle dirigenziale. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, sarà un Diavolo in formato austriaco, pronto ad affidarsi alla coppia Glasner-Rangnick. Proprio il professore tedesco porterebbe con sé a Milano il capitano della sua nazionale, David Alaba: un fedelissimo con cui ha un legame di profonda stima.
Un colpo “alla Modric”
Il classe ’92, dopo il definitivo addio ufficiale al Real Madrid, arriverebbe al Milan a parametro zero. L’austriaco rappresenterebbe una forte figura di leadership all’interno dello spogliatoio rossonero, così come successe con Luka Modric nella passata stagione. Porterebbe una mentalità vincente visti i suoi numerosi successi tra Germania e Spagna. Se cedesse realmente alle lusinghe di Rangnick, Alaba dovrebbe però abbassare considerevolmente le sue pretese economiche: ai Blancos percepiva un ingaggio di oltre dieci milioni, cifra esorbitante per i parametri del club di Via Aldo Rossi.

Enigma infortuni
Se le qualità tecniche di Alaba sono fuori discussione, a far storcere il naso ai tifosi rossoneri è la lunga serie di infortuni che lo ha condizionato negli ultimi anni. Dopo un grande primo impatto a Madrid, gravi stop hanno contrassegnato la sua esperienza spagnola, come la rottura del legamento crociato nel dicembre 2023, i successivi problemi al menisco e diversi fastidi muscolari. Basti pensare che, nelle ultime cinque stagioni, ha saltato 134 partite per infortunio con un totale di 680 giorni ai box. Questo fattore ha fatto allontanare Inter e Juventus: gli agenti avevano proposto il centrale alle due rivali, che hanno però deciso di tirarsi indietro, preoccupate proprio dalla tenuta fisica dell’austriaco.
I dubbi sul suo tenore fisico di sono legittimi, ma Rangnick sa perfettamente come toccare le corde giuste del suo capitano. I due sono ora attesi dalla grande avventura dei Mondiali, e il c.t. tedesco ha speso parole al miele per il difensore, che sanno quasi di investitura anche in ottica rossonera: “David è un dono per qualsiasi allenatore e per qualsiasi squadra. Il suo ruolo va ben oltre quello di un calciatore, le sue parole hanno un peso reale ed è estremamente rispettato all’interno del gruppo. Stavolta per noi sarà fondamentale averlo a disposizione sul terreno di gioco, e non solo come leader fuori dal campo com’era accaduto agli scorsi Europei.