Il futuro del Milan si programma a spifferi e bocconi (amari). Marianella: “È un momento molto difficile”

Il club resta in silenzio mentre Cardinale e Ibrahimovic proseguono il casting per le cariche vacanti, ma restano dubbi sulle priorità. Il noto giornalista non nasconde la propria preoccupazione sul delicato momento rossonero

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Il Milan fatica a programmare il futuro e, a oltre una settimana di distanza dal comunicato che ha quasi raso al suolo l’assetto tecnico e dirigenziale del club, non si sa ancora chi si occuperà del mercato in partenza tra pochi giorni. All’appello mancano un amministratore delegato, che dovrebbe nominare un direttore sportivo al quale, secondo logica, spetterebbe la scelta del prossimo allenatore del Milan.

Ad oggi, per ciascuna di queste cariche, sembra essere in corso un casting: il proprietario Gerry Cardinale e il suo advisor Zlatan Ibrahimovic stanno vagliando diversi profili, ma non è chiaro con quale ordine di priorità. Sono filtrate voci di allenatori che avrebbero già rifiutato la corte rossonera, come Iraola e Xavi, e di altri, come Pochettino, che non vorrebbero impegnarsi prima della fine del mondiale. Da Casa Milan nessuno fa sapere nulla, ma il sentore è che non sia solo la comunicazione a muoversi a spifferi e bocconi, peraltro amari da digerire.

Il pensiero di Marianella

Sul momento di estrema incertezza del club è intervenuto anche il giornalista Massimo Marianella a Sky Sport 24: “Questa situazione sembra veramente poco da Milan, una squadra di cui io negli anni ho apprezzato la grandezza a tutti i livelli. Di struttura, di comunicazione, di società, di vittorie, di campioni, di grandi allenatori. È un momento molto difficile in cui fare chiarezza non è facile”. Nel mirino della critica è finito ovviamente Cardinale, al quale, tuttavia, Marianella concede qualche attenuante: “Un pochino ci sta provando, ha mandato via un tot di personaggi in varie posizioni diverse”.

Fa dubitare il ruolo di Ibrahimovic

A stupire è piuttosto l’aumento di potere affidato ad Ibrahimovic, che non può essere esonerato in quanto finanziatore del fondo RedBird. “Ibrahimovic è stato uno dei giocatori più straordinari per almeno 10-15 anni, ma anche uno dei peggiori dirigenti” – la riflessione del giornalista – “Sono due lavori diversi e per il momento il secondo non sta dando le stesse soddisfazioni del primo. Resto stupito che la scelta sia di fidarsi di lui, ma evidentemente ha una presa di fascino importante su Cardinale”.

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