L’avventura di Luka Modric al Milan si avvia verso i titoli di coda dopo appena una stagione. Il fuoriclasse croato, che a 40 anni ha rappresentato il vero e proprio salvagente tecnico dei rossoneri in un’annata tormentata, ha deciso di non far scattare l’opzione per il secondo anno di contratto, sancendo una separazione che i tifosi avrebbero preferito evitare. Il centrocampista intende ora concentrare le proprie energie sull’imminente Mondiale con la maglia della Croazia, selezione che in passato ha guidato fino allo storico secondo posto nella rassegna iridata. Solo dopo la fine del torneo verranno sciolte le riserve sul suo domani, anche se un ripensamento nei confronti del club milanese appare ormai escluso.
Dietro la scelta del campione di Zara non ci sono soltanto questioni anagrafiche, ma un disegno politico e societario ben preciso che arriva dalla Spagna. Come rivelato nell’edizione odierna del quotidiano Tuttosport, il futuro di Modric potrebbe essere nuovamente a Madrid, sponda Blancos, non più con gli scarpini ai piedi ma dietro una scrivania. Il presidente del Real Madrid, Florentino Perez, punta a vincere le prossime elezioni del 7 giugno per confermarsi alla guida della Casa Blanca e ha già espresso la ferrea volontà di riportare alla base il giocatore più vincente della storia del club, offrendogli un ruolo dirigenziale di primissimo piano all’interno dell’organigramma sportivo.
I vertici di via Aldo Rossi hanno tentato fino all’ultimo di opporsi a questo scenario, cercando argomenti validi per trattenere il Pallone d’Oro a Milanello per un’ulteriore stagione. Il proprietario di RedBird Gerry Cardinale e il consulente Zlatan Ibrahimovic hanno provato a convincerlo di persona, ma il loro pressing si è scontrato con una realtà tecnica priva di appeal. A pesare sul no del croato è stata in primis la mancata qualificazione del Milan alla prossima Champions League, un palcoscenico a cui il calciatore non intendeva rinunciare, ma un ruolo non indifferente lo ha giocato anche l’addio di Massimiliano Allegri, tecnico stimato dal regista e il cui mancato approdo in rossonero ha tolto ulteriori motivazioni.
La palla passa adesso alle diplomazie spagnole, pronte a formalizzare la proposta non appena si saranno concluse le urne presidenziali a inizio giugno. Per il Milan si apre invece un vuoto di leadership enorme all’interno dello spogliatoio, una falla che gli uomini di mercato dovranno colmare rapidamente per non disperdere il patrimonio di esperienza lasciato in dote dal numero dieci in questi ultimi dieci mesi di Serie A.