La Milano del calcio è spaccata in due: l’Inter festeggia i trionfi mentre i numeri condannano il Milan di Cardinale

Il confronto tra le due sponde del Naviglio evidenzia la crisi profonda del club rossonero, con un divario complessivo di 75 punti dalla vetta nelle ultime quattro stagioni sotto la gestione RedBird.

Redazione
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La città di Milano si riscopre divisa da sentimenti diametralmente opposti al termine dell’ultimo campionato, con l’Inter che celebra una stagione da incorniciare grazie alla conquista dello scudetto e della Coppa Italia e il Milan che sprofonda invece nell’ennesimo fallimento sportivo della sua storia recente, certificato dalla mancata qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Le ripetute dichiarazioni programmatiche rilasciate dal proprietario di RedBird, Gerry Cardinale, che continua a indicare la vittoria come l’obiettivo prioritario del sodalizio di via Aldo Rossi, contrastano in modo netto con i riscontri oggettivi fatti registrare sul campo da quando il fondo statunitense ha assunto il controllo diretto della società rossonera.

Il bilancio numerico della gestione americana evidenzia una cronica incapacità di competere per il vertice della classifica, traducendosi in un distacco complessivo di ben 75 punti dalla prima posizione nell’arco degli ultimi quattro campionati disputati. Esaminando nel dettaglio le singole annate, la regressione milanista è iniziata nella stagione 2022-2023, conclusa con un pesante ritardo di 20 punti dalla squadra campione d’Italia, per poi assestarsi su un divario di 19 punti sia nel torneo 2023-2024 sia in quello successivo 2024-2025. L’ultimo campionato, quello relativo all’annata 2025-2026 appena archiviata con l’esclusione dall’Europa che conta, ha visto il Diavolo chiudere la propria corsa con un distacco di 17 punti dalla vetta.

La continuità di questi dati statistici negativi impone adesso una profonda riflessione interna ai vertici societari per invertire una tendenza che ha allontanato vistosamente la squadra dai livelli di competitività mostrati dai rivali cittadini. I prossimi mesi estivi obbligheranno la proprietà a varare una strategia di discontinuità rispetto agli errori commessi nelle passate sessioni di mercato, poiché la piazza milanista non sembra più disposta ad accettare un ruolo di secondo piano nel panorama calcistico nazionale.

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