Il direttore tecnico del Milan, Geoffrey Moncada, si appresta a rassegnare le proprie dimissioni e a lasciare il club rossonero al termine di una stagione fallimentare, culminata ieri sera con la matematica esclusione del Diavolo dalla prossima edizione della Champions League. Come rivelato nell’edizione odierna dal Corriere della Sera, il dirigente francese non dovrebbe fare parte del nuovo corso societario e avrebbe già attirato le attenzioni di diversi club europei di prima fascia. Dopo aver respinto un primo sondaggio esplorativo da parte del Nizza, il capo dell’area tecnica milanista ha ricevuto proposte concrete per proseguire la propria carriera dirigenziale nella Liga spagnola, sponda Siviglia, e nella Ligue 1 francese, dove si registra il forte interessamento dell’Olympique Marsiglia.
La posizione dell’ex capo degli osservatori del Monaco si è fatta particolarmente delicata anche a causa del totale deterioramento del rapporto con la tifoseria organizzata, che ha individuato nei vertici dell’area sportiva i principali responsabili della crisi d’identità della squadra. All’interno dell’ultima fanzine ufficiale pubblicata dalla Curva Sud Milano, il direttore tecnico è stato investito da critiche durissime: “E visto che la proprietà non sembra intenzionata a vendere (PURTROPPO, anche se la speranza è sempre l’ultima a morire…), allora che inizi seriamente a porre rimedio già da domani, ai disastri combinati in questi anni in cui hanno pagato tutti tranne i principali colpevoli: VIA Furlani e Moncada, per le scelte disastrose che hanno relegato il Milan a ruolo di comprimaria”.
Il duro comunicato degli ultras rossoneri non risparmia nemmeno gli altri quadri dirigenziali di via Aldo Rossi, chiedendo un azzeramento totale che coinvolga sia le figure operative sia i rappresentanti istituzionali del club. Il testo della tifoseria sollecita infatti l’allontanamento immediato di Zlatan Ibrahimovic, definito tanto valido come calciatore quanto dannoso nelle vesti dirigenziali, figura nociva e divisiva nel gruppo squadra e spesso assente o fuori luogo nei momenti di difficoltà, e del presidente Paolo Scaroni, del quale nessuno ad oggi ha ancora capito l’utilità. Le prossime ore saranno decisive per capire se la dirigenza deciderà di assecondare le richieste della piazza accelerando la rivoluzione interna o se cercherà di gestire le partenze in modo graduale.