La strada verso la Champions League per il Milan, sulla carta, era tracciata, ma i rossoneri non sono riusciti a dare continuità ai risultati, complice un calo psico-fisico evidente soprattutto nell’ultimo periodo. La gara contro il Sassuolo ha confermato questo momento: i neroverdi hanno interpretato meglio la partita per intensità ed organizzazione, mentre il Milan ha accumulato errori ed imprecisioni nelle scelte decisive. Al termine della partita è arrivata anche la reazione dei tifosi, che dopo aver sostenuto la squadra per tutto il match hanno espresso il proprio malcontento con il coro “Il Milan siamo noi” rivolto a squadra, staff tecnico e dirigenza.
Sei punti e un problema mentale
Per la qualificazione matematica alla Champions mancano ancora sei punti, gli stessi che avrebbero potuto essere ridotti già al Mapei Stadium. Servirà però anche un cambio di passo mentale, oltre che tecnico, per chiudere la stagione nel modo richiesto dall’obiettivo. In questo senso torna attuale una frase di Arrigo Sacchi: “Il calcio nasce dalla testa e non dai piedi”. Il problema del Milan sembra infatti partire dall’approccio alle partite, con una squadra che fatica a trovare continuità mentale e a mantenere il focus. L’espulsione di Fikayo Tomori ne è un esempio, più legato alla frustrazione del momento che ad una reale aggressività agonistica. Quando viene meno la fiducia, anche il traguardo più vicino può sembrare lontano. Il Milan ha ancora il proprio destino tra le mani ma per riprenderselo dovrà prima ritrovare solidità nella testa.