Il Milan incassa una sconfitta pesantissima al Mapei Stadium, cedendo per 2-0 a un Sassuolo cinico e padrone del campo. In una domenica pomeriggio che doveva blindare la qualificazione alla prossima Champions League, gli uomini di Allegri crollano sotto i colpi di Berardi e Laurienté, traditi dall’ingenuità di Tomori che ha lasciato i suoi in inferiorità numerica già nel corso della prima frazione. La compagine neroverde, guidata da Fabio Grosso, si conferma ancora una volta la bête noire del club milanese, giocando con una spensieratezza agonistica che ha evidenziato le attuali fragilità della retroguardia ospite.
Il match si sblocca già al quinto minuto quando una disattenzione di Jashari in fase di impostazione innesca la manovra corale dei padroni di face. Thorstvedt e Nzola rifiniscono per il rimorchio di Domenico Berardi, che trafigge Maignan con il suo marchio di fabbrica: un sinistro a giro chirurgico che non lascia scampo all’estremo difensore francese. Nonostante una timida reazione rossonera guidata da Leao, che spreca un’occasione monumentale davanti alla porta, la gara cambia definitivamente al minuto 24. Fikayo Tomori, già sanzionato in precedenza, commette un fallo tattico evitabile su Laurienté lanciato in transizione; per l’arbitro Maresca il secondo cartellino giallo è una scelta obbligata, costringendo il Milan a un’ora di sofferenza in dieci uomini.
Il colpo di grazia arriva in apertura di ripresa attraverso una manovra collettiva di rara bellezza. Come riportato dalla cronaca del match, il raddoppio nasce da un dialogo stretto tra Lipani e Thorstvedt che libera Laurienté in area di rigore; il francese scaglia un destro potente sul primo palo che trova un Maignan incerto nella copertura. Il doppio svantaggio e l’inferiorità numerica spengono ogni velleità di rimonta milanista, nonostante i numerosi cambi operati dalla panchina nel tentativo di invertire l’inerzia della sfida con gli inserimenti di Pulisic, Loftus-Cheek e Gimenez.