Il Milan scende in campo oggi contro il Sassuolo con un imperativo categorico: conquistare i sei punti che ancora mancano per la certezza matematica della qualificazione in Champions League. La trasferta emiliana rappresenta il quartultimo ostacolo di una stagione in cui l’accesso all’Europa che conta è sempre stato l’obiettivo prioritario, ma per centrarlo il Diavolo dovrà necessariamente risolvere una crisi realizzativa che sta assumendo contorni preoccupanti. Secondo quanto analizzato dal Corriere dello Sport, la squadra di Massimiliano Allegri sta vivendo un preoccupante appannamento offensivo, testimoniato da una sola rete messa a segno nelle ultime quattro uscite e da un digiuno degli attaccanti che si protrae ormai da oltre due mesi.
I numeri evidenziano un decadimento prestazionale netto rispetto alla prima fase del torneo: se nelle prime venticinque giornate la media realizzativa era di 1,64 gol a partita, nelle ultime nove gare il dato è crollato verticalmente a uno 0,78, quasi dimezzando la capacità di fuoco milanista. Anche lontano da San Siro il rendimento è deficitario, con il solo Adrien Rabiot capace di trovare la via della rete nella trasferta di Verona, a fronte degli zero gol registrati nelle sfide contro Lazio e Napoli. Si tratta di un problema strutturale che coinvolge l’intero collettivo ma che pesa, inevitabilmente, sulle spalle delle punte, apparse smarrite e prive di quella cattiveria necessaria per chiudere la pratica qualificazione.
Per invertire questa inerzia e ritrovare imprevedibilità negli ultimi trenta metri, Allegri ha deciso di operare un cambio radicale nelle gerarchie iniziali, optando per l’esclusione di Christian Pulisic. L’attaccante statunitense, autentico trascinatore nella prima metà di campionato, non riesce a incidere sul tabellino dal lontano 28 dicembre e oggi siederà in panchina per lasciare spazio a Christopher Nkunku. L’allenatore toscano spera che l’inserimento del francese possa scuotere un reparto apparso statico, nonostante anche l’ex Lipsia sia a secco dalla fine di gennaio e reduce da prestazioni poco brillanti.
L’obiettivo dichiarato dal club sin dal giorno zero resta a portata di mano, ma richiede una reazione immediata per evitare che il finale di stagione si trasformi in una pericolosa rincorsa. In un contesto dove i risultati delle dirette concorrenti non devono influenzare il cammino rossonero, la sfida odierna assume i connotati di un test di maturità fondamentale. Come sottolineato dai vertici di Milanello, la Champions League non è solo un traguardo sportivo, ma un asset vitale per la continuità del progetto tecnico, e il superamento del blocco offensivo contro il Sassuolo è il primo passo obbligato per non correre rischi inutili nel rush finale.