Milan di corto muso a Verona: Rabiot firma il pass per la Champions

Gol del francese su assist di Leao; Maignan ferma Belghali e il razzismo al Bentegodi.

Redazione
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Il “Duca” Adrien Rabiot indossa l’abito dei lavori sporchi e, in un pomeriggio di rara aridità calcistica, firma il sigillo che mette il lucchetto alla Champions League del Milan. Al Bentegodi, contro un Verona ormai rassegnato allo spettro della Serie B, va in scena il manifesto del “corto muso” di Massimiliano Allegri: uno 0-1 cinico, povero di estetica ma pesantissimo per la classifica, che vede i rossoneri blindare il secondo posto (a pari punti col Napoli) e scavare un solco di 8 lunghezze su Como e Roma.

La rete decisiva arriva al 41′, figlia di un asse nobile: Rabiot strappa a metà campo, scambia con Rafa Leao e deposita in rete un filtrante di ritorno che la difesa scaligera osserva con colpevole passività. È l’unico lampo di una partita “piatta”, ravvivata solo dai guanti di Mike Maignan, monumentale nel murare Belghali poco prima dell’intervallo, e dalle chiusure disperate di Matteo Gabbia nel finale su un Verona che, pur con i limiti di un attacco asfittico, ha provato a riaprirla con il giovane 2006 Vermesan.

Ma la cronaca non si ferma al campo. Il pomeriggio veronese è stato macchiato da una nuova pagina di tensione: Maignan ha dovuto sollecitare l’intervento dell’arbitro Chiffi per i cori discriminatori provenienti dai settori locali, portando all’annuncio ufficiale dello speaker contro il razzismo al 6′ della ripresa. Clima elettrico anche per Leao, bersagliato dai fischi e visibilmente contrariato al momento del cambio: il portoghese ha chiesto nervosamente «Perché?» ad Allegri e allo staff, confermando un rapporto con l’ambiente e con le rotazioni del tecnico che sembra viaggiare verso un addio estivo, con il Mondiale alle porte come possibile vetrina d’addio.

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