Dusan Vlahovic e la Juventus sono ai ferri corti, e mentre il gelo scende sulla Continassa, a Milano qualcuno inizia a scaldare i motori. Il rinnovo dell’attaccante serbo è diventato un thriller burocratico che vede contrapposti la strategia di austerity di Damien Comolli, AD bianconero, e le ambizioni del centravanti a Torino.
La distanza non è solo economica, è filosofica. La società punta a un taglio netto del 50% sull’ingaggio, proponendo un rinnovo-ponte da 6 milioni di euro contro i 12 attuali; il giocatore, dal canto suo, non accetta di essere ridimensionato e pretende un progetto a lungo termine. In questo stallo si è inserito prepotentemente il Milan, che monitora la situazione alla ricerca del “nuovo Ibrahimovic” per la prossima stagione. A Casa Milan, i vertici rossoneri sanno che il contratto in scadenza di Vlahovic è un’occasione irripetibile: il club potrebbe finanziare l’operazione sacrificando Christopher Nkunku, il cui rendimento non ha giustificato l’investimento da 40 milioni, liberando così lo spazio salariale necessario per il serbo.
«Non aspettatevi novità nel breve, parleremo alla fine della stagione», ha sentenziato Damien Comolli. Una frase che, nel gergo del calciomercato, suona come un avviso ai naviganti: la Juventus non si farà prendere per la gola, ma rischia di perdere il suo asset principale a parametro zero. Comolli ostenta sicurezza sulla capacità di attrazione del brand Juve anche senza l’Europa, ma la realtà è che 6 settimane di silenzio sono un’eternità che favorisce solo i corteggiatori.
Il fattore campo, però, complica tutto. Vlahovic è di nuovo ai box dopo la lesione muscolare accusata nel riscaldamento contro il Genoa. La fragilità fisica del numero 9 preoccupa sia Marco Ottolini che i potenziali acquirenti. Il rientro è fissato per inizio maggio contro l’Hellas Verona, ma il vero banco di prova sarà psicologico: giocare per il rinnovo o per mettersi in vetrina? Il Milan osserva, forte di un reparto offensivo da rifondare dove Füllkrug ha già le valigie pronte dopo soli sei mesi e il futuro di Leao e Pulisic non è più blindato come un tempo.