Il Milan rompe gli indugi e punta tutto sulla trasferta di Cremona: Massimiliano Allegri ha deciso di schierare Adrien Rabiot dal primo minuto, ignorando il rischio squalifica che pende sul centrocampista francese. Il mediano rossonero, attualmente in stato di diffida, in caso di ammonizione allo stadio Zini sarebbe costretto a saltare il derby contro l’Inter del prossimo 8 marzo. La scelta del tecnico livornese, riportata dalla Gazzetta dello Sport, delinea una strategia di gestione del gruppo che mette al primo posto il risultato immediato rispetto ai calcoli di lungo periodo. L’obiettivo primario del club di via Aldo Rossi è infatti cancellare il pesante scivolone interno subito contro il Parma, gara che ha rallentato la corsa scudetto e minato le certezze del reparto mediano.
La presenza del “fedelissimo” Rabiot è considerata imprescindibile per garantire gli equilibri tattici necessari a conquistare i tre punti fondamentali prima dello scontro diretto contro i nerazzurri. Allegri non intende concedersi rotazioni conservative, consapevole che presentarsi alla sfida contro la capolista con un ulteriore deficit di punti renderebbe il derby una missione quasi impossibile ai fini della classifica. Il centrocampista francese, perno della manovra e uomo d’ordine nelle transizioni difensive, dovrà dunque gestire l’agonismo in campo per evitare il cartellino giallo fatale, in una gara che si preannuncia ruvida contro una Cremonese a caccia di punti salvezza.
L’assetto del Milan per la sfida di domenica riflette l’urgenza di invertire un trend psicologico negativo. La decisione di rischiare il pezzo pregiato della scacchiera rossonera è un segnale forte inviato allo spogliatoio: la priorità assoluta è il presente. Mentre l’Inter monitora con attenzione l’evolversi dei procedimenti disciplinari in casa milanista, la dirigenza rossonera avalla la linea della fermezza tecnica. Nessun retropensiero, dunque: a Cremona scenderà in campo l’undici titolare per blindare il morale e la posizione in graduatoria, con la consapevolezza che la rincorsa al titolo passa obbligatoriamente per un successo esterno, anche a costo di perdere una pedina vitale per la successiva stracittadina.