Il centrocampo del Milan si prepara a una rivoluzione geometrica dettata dalla necessità, ma avallata da un’intesa tecnica sorprendente. A poche ore dalla sfida domenicale contro la Cremonese, valida per la ventisettesima giornata di Serie A, i riflettori sono puntati su Ardon Jashari. Lo svizzero, reduce da 164 minuti disputati nelle ultime due uscite contro Como e Parma, è destinato a una maglia da titolare nel lunch match dello Zini. Un impiego che sancisce il definitivo superamento dell’impasse fisica seguita al grave infortunio al perone rimediato ad agosto, in quel fatidico scontro di gioco con Gimenez che ne ha condizionato l’intera prima parte di stagione.
La svolta tattica, come sottolineato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, è accelerata dal pesante forfait di Ruben Loftus-Cheek, costretto ai box per almeno due mesi. Un’assenza che ha spinto Massimiliano Allegri a riconsiderare l’architettura della mediana, smentendo gli scettici che dubitavano della coesistenza tra il giovane svizzero e il carisma intramontabile di Luka Modric. Le recenti risposte sul campo hanno fugato ogni dubbio: il tecnico livornese ha apprezzato l’interscambiabilità dei due, capaci di alternarsi nelle posizioni di regia e mezzala con una naturalezza che promette di ridefinire l’identità tattica del Milan per il finale di stagione.
La scalata di Jashari e la nuova visione di Allegri
Il “futuro prossimo” rossonero sembra dunque orientato verso una formula a doppio regista, dove la visione cristallina di Modric viene integrata dalla crescita fisica e dinamica di Jashari. Lo svizzero ha dimostrato, nelle ultime settimane, di aver finalmente smaltito le scorie dell’infortunio, ritrovando quel vigore atletico necessario per sostenere i ritmi del calcio italiano. Questa ritrovata integrità ha permesso ad Allegri di osare un modulo più tecnico, privilegiando la gestione del pallone e la pulizia della manovra rispetto alla pura fisicità che garantiva l’inglese ex Chelsea.
«Il recupero di Ardon ci permette di avere soluzioni diverse e una qualità nel palleggio superiore in alcune zone del campo», avrebbe confidato l’entourage tecnico, soddisfatto di come il giocatore stia rispondendo alle sollecitazioni. Con lo scudetto ormai distante, l’obiettivo di blindare la zona Champions passa da questa nuova alchimia. La gara contro la Cremonese rappresenterà il banco di prova definitivo per questo esperimento tattico: una promozione sul campo per Jashari, che da oggetto misterioso del mercato estivo si sta trasformando in un pilastro fondamentale del centrocampo rossonero del 2026.