Rafael Leao accende i motori della stracittadina con due settimane d’anticipo, trasformando l’attesa in un manifesto di ambizione e appartenenza. Nonostante una classifica che vede il Milan distanziato di sette lunghezze dall’Inter capolista, il fuoriclasse portoghese non ammette rese. Ai microfoni del podcast Kickin’ It di CBS Sports, Leao ha descritto l’atmosfera elettrica che avvolge la città: «È una settimana folle, tutti vogliono esserci. Il derby è una questione di vita o di morte e io voglio vivere». Parole che pesano, pronunciate in un momento di profonda mutazione tattica e personale, dove il “sorriso” di Rafa incrocia la disciplina ferrea di Massimiliano Allegri.
La metamorfosi tattica: Leao nel cuore dell’area
Il dato più rilevante della stagione rossonera è l’evoluzione di Leao da ala pura a centravanti di movimento. Una “Deep Transformation” voluta da Allegri per rendere il portoghese più cinico e vicino alla porta. «Quando il mister mi ha proposto il ruolo di punta gli ho detto che ero pronto. Se vuoi essere uno dei migliori, devi far parlare i numeri», ha spiegato Leao, ammettendo implicitamente di aver accettato la sfida di trasformarsi in un finalizzatore seriale. Nonostante qualche acciacco fisico (dolori all’adduttore e al pube) che ne hanno limitato il minutaggio nelle ultime uscite, la sua centralità nello scacchiere milanista resta l’unica variabile capace di spostare gli equilibri della corsa al titolo.
Pulisic e l’infermeria: un’intesa frenata dai muscoli
Il numero 10 ha affrontato anche il tema dei numerosi infortuni che hanno colpito la rosa, soffermandosi sul rapporto con Christian Pulisic. L’americano, alle prese con una fastidiosa borsite all’ileopsoas che lo ha costretto a lavori differenziati nelle ultime sedute, resta il partner ideale di Leao: «Abbiamo un bel rapporto, ma la sfortuna fisica non ci ha permesso di giocare insieme quanto avremmo voluto. Con lui in campo senti sempre che può nascere qualcosa di speciale». La speranza di via Aldo Rossi è di recuperare la coppia d’oro al 100% per la notte di San Siro, l’unica occasione rimasta per riaprire un campionato che finora ha premiato la regolarità dell’Inter.
L’eredità di Ibra e il diritto al sorriso
Immancabile il riferimento a Zlatan Ibrahimovic, figura che continua a gravitare nell’orbita rossonera come mentore e consigliere. Per Leao, la pressione dello svedese è stata una “medicina” necessaria per crescere: «Oggi parlo tanto con lui, mi ha aiutato a capire cosa significa essere un leader. So che se ho bisogno, lui c’è». Infine, una risposta ai critici che spesso confondono il suo atteggiamento rilassato con la mancanza di impegno: «Non posso cambiare. Anche da bambino sorridevo sempre, se smettessi non sarei più Rafael Leao». Un sorriso che il popolo rossonero spera di vedere ancora una volta stampato sul tabellone luminoso dell’8 marzo.