Caos a San Siro, scontro totale Allegri-Fabregas: «Sei un bambino che ha iniziato ora»

Scintille dopo l'1-1: il tecnico livornese insulta lo spagnolo dopo il gesto antisportivo in campo. Fabregas chiede scusa, ma il clima resta gelido.

Redazione
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Il post-partita di Milan-Como, terminata sul punteggio di 1-1, si è trasformato in un teatro di tensioni che hanno travalicato i confini del rettangolo di gioco per esplodere fragorosamente nelle viscere di San Siro. Protagonisti di un faccia a faccia ai limiti del contatto fisico sono stati Massimiliano Allegri e Cesc Fabregas, protagonisti di un diverbio dai toni violentissimi poco prima dell’ingresso in sala stampa. Lo scontro, nato da un episodio di gioco che ha coinvolto il tecnico spagnolo e l’esterno rossonero Saelemaekers, ha portato a una frattura diplomatica che nemmeno le scuse pubbliche sembrano aver del tutto ricomposto.

La miccia dell’incendio: il gesto antisportivo e il rosso ad Allegri

Tutto ha avuto inizio durante il match, quando un intervento irregolare “da campo” di Fabregas — reo di aver toccato il pallone ostacolando la ripresa del gioco dei rossoneri — ha scatenato le ire della panchina del Milan. In quel frangente, Allegri è intervenuto con veemenza per difendere il proprio calciatore, rimediando un’espulsione dal direttore di gara Mariani. Se sul terreno di gioco la tensione era palpabile, è nei corridoi del Meazza che si è consumata la frattura definitiva.

Incrociando il collega all’uscita della sala conferenze, il tecnico livornese ha scaricato tutta la sua frustrazione con epiteti pesantissimi. Secondo quanto ricostruito da TMW, le urla di Allegri hanno squarciato il silenzio del post-gara: «Sei un bambino, sei un cogone, sei un bambino che ha iniziato a fare l’allenatore ora**», avrebbe tuonato il tecnico rossonero, rinfacciando allo spagnolo una presunta mancanza di etica professionale dovuta alla giovane carriera in panchina. Solo l’intervento dei rispettivi staff ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente, riportando a fatica una parvenza di calma.

Le versioni a confronto: tra scuse tardive e sarcasmo livornese

Ai microfoni di DAZN, i due protagonisti hanno provato a spiegare l’accaduto, pur con sfumature diametralmente opposte. Cesc Fabregas ha optato per un mea culpa totale, visibilmente scosso per la perdita di controllo: «Ho fatto una cosa antisportiva di cui non sono orgoglioso. Per l’emozione ho toccato la palla, ma noi allenatori dobbiamo tenere le mani a casa», ha dichiarato lo spagnolo, auspicando che simili scivoloni non si ripetano in futuro.

Di tutt’altro tenore la replica di Allegri, che ha accolto le scuse del collega con il consueto piglio tagliente e sarcastico. «Si è scusato? Allora la prossima volta entro in scivolata anche io», ha commentato caustico l’allenatore del Milan. «Sono andato a difendere Saelemaekers, poi mi è venuto incontro uno del Como che non so chi sia», ha concluso, minimizzando il corpo a corpo ma ribadendo implicitamente la propria superiorità gerarchica e di esperienza rispetto al tecnico lariano. Resta l’immagine di una serata di grande nervosismo, che potrebbe avere strascichi anche davanti al Giudice Sportivo.

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