Il recupero della 24ª giornata di Serie A tra Milan e Como si chiude con un 1-1 che lascia l’amaro in bocca a entrambe le compagini, frenandone le rispettive ambizioni di vertice. In una serata caratterizzata da un’altissima tensione agonistica, culminata con l’espulsione di Massimiliano Allegri per un acceso diverbio con la panchina lariana, il verdetto del campo riflette l’equilibrio tra la ricerca del risultato dei rossoneri e il palleggio d’autore della squadra di Cesc Fabregas. Con questo punto, il Milan non riesce a ricucire pienamente lo strappo con l’Inter, mentre il Como manca l’aggancio decisivo alla zona Champions League, confermando però una personalità da grande realtà del nostro calcio.
L’errore di Maignan e l’opportunismo di Nico Paz
La prima frazione di gioco è stata dominata da un Como autoritario, capace di imporre il proprio ritmo attraverso una circolazione di palla fluida e una pressione costante. L’impasse del match si è sbloccato al minuto 32 grazie a un episodio inaspettato: un clamoroso errore di Mike Maignan in fase di impostazione ha consegnato il pallone a Nico Paz. Il giovane talento dei lariani, freddo davanti alla porta sguarnita, non ha avuto difficoltà a siglare lo 0-1. «Sfruttare le incertezze di una difesa così solida era l’unico modo per scardinare la partita», ha dimostrato con i fatti il numero 10 ospite, nonostante l’ammonizione rimediata poco dopo che gli costerà la squalifica nel prossimo big match contro la Juventus. Il Milan ha faticato a reagire, sbattendo contro l’ottima organizzazione difensiva di Kempf e Diego Carlos, rendendosi pericoloso solo con un colpo di testa di Tomori neutralizzato da Butez.
Il lampo di Leao e la furia di Allegri
Nella ripresa, il Milan ha alzato il baricentro cercando con insistenza la via del pari. La scintilla è arrivata al 64′ dai piedi di Rafael Leao: il portoghese, servito da un lancio profondo di Jashari, ha approfittato di un’uscita avventata di Butez per disegnare un pallonetto millimetrico da 25 metri che si è insaccato per l’1-1. «In quel momento ho visto lo spazio e non ho esitato, era fondamentale rimettere in piedi la gara», è sembrato dire il gesto tecnico dell’esterno lusitano, apparso il più attivo dei suoi nonostante la stretta marcatura subita.
Il finale di gara è stato tuttavia segnato dal nervosismo. Al minuto 82, un contatto proibito tra le panchine ha innescato una baruffa verbale che ha visto protagonista Massimiliano Allegri. Il tecnico bianconero ha puntato con decisione lo staff avversario, costringendo il direttore di gara Mariani a estrarre il cartellino rosso diretto sia per l’allenatore livornese che per il team manager del Como. Nonostante gli ingressi di Pulisic e Fullkrug, il Milan non è riuscito a ribaltare completamente l’esito del match, colpendo anche una traversa con Leao (azione poi vanificata dal fuorigioco).
Prospettive e bilanci: la corsa Champions resta aperta
Il pareggio di San Siro certifica il momento di stasi per le due formazioni. Per il Milan, il punto odierno garantisce la continuità della striscia positiva ma rallenta l’inseguimento ai cugini nerazzurri, ora distanti sei lunghezze. Per il Como, la prestazione di personalità al cospetto di una big conferma la bontà del progetto Fabregas, anche se il solo punto raccolto nelle ultime tre uscite complica i piani per l’Europa che conta. Resta il dato di una partita vibrante, osservata con interesse anche da ospiti d’eccezione come la leggenda della NFL Tom Brady, a testimonianza del richiamo internazionale raggiunto da questa sfida.