Milan, piano anti-Inter: Allegri tenta il colpaccio scudetto con il ritorno di Leao

Calendario favorevole e fattore esperienza: i rossoneri preparano l'assalto a Chivu prima del derby. Il portoghese torna in gruppo.

Redazione
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Il traguardo ufficiale resta un piazzamento nella prossima Champions League, ma nell’ambiente rossonero l’odore della rimonta inizia a farsi persistente. Nonostante l’Inter di Cristian Chivu corra a ritmi forsennati, il Milan non ha alcuna intenzione di recitare il ruolo della vittima sacrificale nella corsa verso la seconda stella. Attualmente il distacco recita -8, con i nerazzurri che vantano però una gara in più, ma la strategia di Massimiliano Allegri è chiara: sfruttare il mese di febbraio per accorciare le distanze e arrivare al derby dell’8 marzo con il fiato sul collo dei cugini. Le ragioni per credere nel ribaltone sono almeno tre: un calendario benevolo, l’esperienza in panchina e il ritorno dei pezzi pregiati.

Febbraio: il mese del sorpasso?

La calcolatrice suggerisce una speranza concreta. Il Milan, reduce dal tris rifilato al Bologna e rinvigorito da tre giorni di riposo totale concessi da Allegri, affronterà quattro impegni sulla carta gestibili prima della stracittadina: venerdì la trasferta di Pisa, poi il recupero infrasettimanale con il Como, la sfida casalinga contro il Parma e infine la Cremonese.

Di contro, l’Inter si troverà immersa in una vera e propria centrifuga. Dopo il successo sul Sassuolo, Chivu dovrà gestire un tour de force di sette partite: il big match con la Juventus, il doppio confronto europeo nei playoff di Champions contro il Bodo Glimt, le sfide con Lecce e Genoa e, per concludere, la semifinale d’andata di Coppa Italia. Un sovraccarico di impegni che potrebbe costare caro in termini di lucidità e freschezza atletica.

Il fattore “Max”: 849 volte Allegri

Il vero valore aggiunto del Milan risiede però nell’area tecnica. Se Cristian Chivu ha dimostrato un talento precoce nel raccogliere l’eredità di Inzaghi, i numeri raccontano una disparità d’esperienza abissale: il tecnico rumeno vanta 52 panchine tra i professionisti, contro le 849 del collega livornese. Allegri, 58 anni e 16 titoli in bacheca, conosce ogni piega del campionato italiano.

La sua gestione magistrale di una rosa corta e la capacità di blindare la difesa con un 3-5-2 tanto solido quanto inaspettato hanno portato il Diavolo a una striscia di 22 risultati utili consecutivi. È la vittoria del pragmatismo sulla teoria, dell’esperienza sulla freschezza tattica: un’arma che, nelle volate scudetto, pesa spesso più di ogni schema.

Infermeria svuotata: torna la luce di Leao

L’ultima tessera del mosaico rossonero riguarda il recupero dei titolarissimi. La notizia più lieta arriva dal campo di allenamento di Milanello: Rafael Leao è tornato a lavorare con il gruppo dopo aver smaltito l’infiammazione pubica che ne ha limitato l’impiego stagionale. Insieme a lui, anche Niclas Füllkrug sembra aver superato l’infrazione al dito del piede che lo tormentava.

Resta ancora cautela per Christian Pulisic, alle prese con una borsite all’ileopsoas, e per Saelemaekers, vittima di una ricaduta all’adduttore, ma la speranza dello staff medico è di consegnare ad Allegri l’intera batteria offensiva già per la trasferta dell’Arena Garibaldi. Con un Leao in più nel motore, l’obiettivo Champions potrebbe diventare presto lo specchietto per le allodole di una caccia molto più grossa: quella al tricolore.

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