Caso Musah, l’Atalanta lo scarica? Il riscatto da 26 milioni ora è un rebus

Solo 52 minuti nelle ultime quattro gare: il centrocampista di proprietà del Milan scivola ai margini del progetto nerazzurro.

Redazione
2 min di lettura

Si complica terribilmente il futuro di Yunus Musah lontano da Milanello. Il centrocampista statunitense, trasferitosi all’Atalanta nell’ultima sessione estiva con grandi aspettative, sta vivendo un vero e proprio “congelamento” tecnico che mette in serio pericolo il suo riscatto da parte del club bergamasco.

I numeri fotografano una crisi di minutaggio profonda: nelle ultime quattro uscite ufficiali della Dea, Musah è rimasto a guardare i compagni dalla panchina per ben tre volte. L’unica parentesi recente risale ai 52 minuti disputati in Champions League contro l’Union St. Gilloise, in una serata peraltro amara per i nerazzurri (sconfitti 1-0). Da quel momento, il buio: zero secondi concessi nel weekend di campionato contro il Como e nessuna apparizione ieri nel match di Coppa Italia contro la Juventus.

Nonostante le 18 presenze complessive accumulate finora, il peso specifico dell’americano nelle rotazioni di Palladino è crollato ai minimi termini. Un trend che preoccupa non poco la dirigenza del Milan, che contava di incassare una cifra importante dal suo addio definitivo.

Secondo quanto emerge dai termini dell’accordo tra i due club, l’Atalanta detiene un diritto di riscatto fissato a 26 milioni di euro, a cui si aggiungerebbe una percentuale sulla futura rivendita. Tuttavia, stando all’attuale impiego e al rendimento (ancora fermo a zero reti e un solo assist), la conferma a Bergamo per la prossima stagione appare oggi un’ipotesi remota. Se la situazione non dovesse cambiare drasticamente nei prossimi mesi, Musah farà ritorno alla base in estate, privando i rossoneri di un tesoretto già messo a bilancio.

I più letti

Pubblicità