Il rilancio del Milan nella corsa ai vertici della Serie A passa per i piedi, la testa e un pizzico di stravaganza di Christopher Nkunku. L’attaccante francese, protagonista assoluto nel rotondo 0-3 con cui i rossoneri hanno espugnato Bologna nell’ultimo turno di campionato, sta vivendo il suo momento di massima espressione da quando è sbarcato a Milanello. Nonostante un curioso “incidente” nell’esultanza – un palloncino rosso gonfiato dopo il gol su rigore mentre la squadra indossava la terza maglia gialla – la sostanza della sua prestazione al Dall’Ara certifica la fine di un lungo periodo di crisi e l’inizio di una nuova era tecnica per il numero 10 di Massimiliano Allegri.
Dal mercato al campo: la rinascita del francese
Solo poche settimane fa, il futuro di Nkunku sembrava lontano da Milano. Come ricostruito nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il mese di gennaio è stato un vero calvario mediatico per l’ex Chelsea: le voci di una cessione imminente, il pressing del Fenerbahçe e l’ombra di Mateta che sembrava destinato a soffiargli il posto. Eppure, la volontà del giocatore non è mai vacillata. «Voglio solo il Milan», aveva confidato a un sostenitore fuori dai cancelli del centro sportivo durante i giorni più caldi delle trattative.
Oggi, i fatti danno ragione alla fermezza del calciatore. Liberato mentalmente dalla chiusura della finestra trasferimenti, Nkunku ha cambiato marcia, diventando il miglior marcatore rossonero del 2026 con tre reti (al pari di Rabiot). Il suo impatto va però oltre il tabellino: i numeri della sua rinascita parlano di cinque gol segnati negli ultimi 313 minuti di gioco, con una media realizzativa impressionante di una rete ogni 63 minuti.
Una leadership tecnica ritrovata
In un momento in cui le stelle Pulisic e Leao faticano a ritrovare la condizione migliore, Nkunku si è caricato il peso dell’attacco sulle spalle. A Bologna non si è limitato a trasformare con freddezza il penalty guadagnato con un dribbling secco su Ravaglia, ma ha regalato lampi di classe purissima che hanno infiammato i social, come il colpo di tacco con tunnel ai danni di Zortea.
La sua crescita è anche il riflesso di uno spogliatoio granitico. È stato emblematico il gesto di Adrien Rabiot che, dopo il vantaggio siglato da Loftus-Cheek, è corso a rincuorare il connazionale per un’occasione fallita poco prima, invece di festeggiare il marcatore. Questo spirito di corpo sta permettendo a Nkunku di tornare ai livelli che lo avevano reso una stella mondiale ai tempi del Lipsia, superando definitivamente le scorie degli infortuni che ne avevano condizionato l’esperienza londinese.
Obiettivo Mondiale e riscatto estivo
Con l’investimento da 37 milioni di euro più bonus effettuato in estate che inizia finalmente a fruttare, Nkunku guarda ora alla seconda parte della stagione con un doppio obiettivo: trascinare il Milan verso il sogno Scudetto e garantirsi una maglia da titolare nella Francia in vista dei prossimi Mondiali. La sua capacità di svariare sul fronte offensivo e la ritrovata cattiveria sotto porta lo rendono l’arma impropria di un Allegri che, mai come ora, sembra aver trovato il suo nuovo riferimento d’attacco. Il “palloncino rosso” di Bologna, seppur cromaticamente errato, è il simbolo di un giocatore che ha finalmente ripreso a respirare l’aria dell’alta classifica.